Borgata Lesna (Borgià Lesna in piemontese) è un borgo del quartiere Pozzo Strada, nella periferia ovest di Torino, al confine con il Comune di Grugliasco.
Essa è suddivisa in:
* Borgata Lesna di Torino, delimitata da via Santa Maria Mazzarello, via Tirreno, strada dell'Arco e strada della Pronda, che la separa dalla Borgata Pronda di Grugliasco.
* Borgata Lesna di Grugliasco, una piccola zona tra via Crea, via Achille Grandi, via Pininfarina e via Di Vittorio, a ridosso del centro commerciale "Le Gru".
La parte della Borgata Lesna appartenente al comune di Torino è principalmente residenziale e sorge a ridosso della linea ferroviaria Torino-Fréjus, contando circa 10.000 abitanti. Nella zona è presente una squadra di calcio locale chiamata A.S.D. Borgata Lesna e un'associazione polisportiva di pallacanestro, pallavolo, calcio, sci e fitness, fondata nella parrocchia Madonna della Guardia nel 1962, denominata A.S.D. Kolbe. Sempre presso l'oratorio della parrocchia ha sede il gruppo scout Torino 22 dell'AGESCI.
Presso il capolinea di via Brissogne ha termine la linea tramviaria 15.
Il territorio dell'attuale quartiere era già noto tra il XVII e il XVIII secolo come sobborgo del più popoloso quartiere di Puteo Stratæ (Pozzo Strada), esistente fin dall'epoca medievale. Le vaste aree agricole che lo costituivano erano conosciute come Località Rombelli ma in seguito prevalse il toponimo Lesna; il nome del quartiere lo si deve alla Villa Lesna (nota anche come Il Lesna), costruita nella prima metà del XVII secolo dall'omonima famiglia dei conti di Lessolo, proprietari terrieri e industriali lanieri di origine biellese.
Oltre alla tenuta Lesna, nel corso dei secoli sorsero altre cascine tra cui la Armano, la Bussone, la San Domenico e poi la Dentis e la Teghillo, le uniche ancora in funzione.
Nei primi anni venti la borgata era un'estrema propaggine della periferia di Torino che contava circa ottocento abitanti, distribuiti in una cinquantina di modeste case e cascinali sparsi in una distesa di orti, serre e campi coltivati a grano, fieno e meliga. Le poche strade erano sterrate e i confini dei terreni segnati da numerosi corsi d’acqua (detti bealere) alimentati dalla Dora di Collegno; esisteva anche una piccola scuola comunale con sole tre aule riservate alle classi minori.
Dal 1923 il territorio della borgata fu gravato dai vincoli Sicen, ovvero un ambizioso progetto urbanistico che prevedeva la costruzione di una Città Giardino; l'idea naufragò quasi subito e fu realizzata altrove ma i vincoli edilizi persistettero. Sul finire degli anni venti sorsero le prime abitazioni residenziali, come il gruppo di villini tardo Liberty di via Porta Littoria e, nell'area limitrofa, incominciarono i lavori per la realizzazione del vasto complesso militare della Caserma "Cavour", completata nel 1932 e assegnata al Genio Guastatori Ferrovieri. Pochi anni dopo sorsero le prime attività commerciali e nel 1937 si contavano già numerose trattorie e una decina di negozi tra cui un fornaio, uno spaccio di articoli commestibili in strada del Monginevro, una drogheria, due tabaccai, un fruttivendolo e una serra che ospitava un grande vivaio. In seguito si insediarono anche alcune attività industriali: una piccola fabbrica di gomma, officine meccaniche come la Zangi e il noto stabilimento automobilistico Moretti.
Nell'area circostante, ad interrompere la monotonìa dei campi coltivati, c'erano anche tre cave profonde una quindicina di metri da cui venne ricavata la ghiaia occorsa per realizzare la massicciata della vicina ferrovia Torino-Modane. Seppur periferica, la nascente borgata era collegata al vicino Borgo San Paolo dalla navetta 29, con capolinea su via Circonvallazione, la sola strada asfaltata della zona che percorreva il perimetro della Caserma "Cavour" e dei depositi del Poligono Militare. I nomi delle vie, con qualche eccezione (via Villa Giusti e via Ozieri), furono scelti tra i toponimi di località della Valle d'Aosta, nomi poi fascistizzati nel 1939.
Furono proprio quest'area militare e l'antistante linea ferroviaria gli obiettivi del pesante bombardamento che colpì la borgata la notte del 9 dicembre del 1942. A seguito dell'allarme la popolazione della borgata accorse nel rifugio antiaereo, fatto costruire alcuni mesi prima su volere del parroco padre Martino Berio sotto Villa Lesna. I danni bellici furono ingenti e aggravati dallo scoppio di materiale esplosivo nei vicini depositi militari che causò un vasto incendio.
Nell'opera di ricostruzione del secondo dopoguerra vennero asfaltate le principali vie della borgata, che intanto avevano ripreso la loro denominazione originaria. Data la loro pericolosità, furono anche interrati e bonificati i restanti canali irrigui dei campi e, il 25 marzo 1950, fu completato un primo impianto di illuminazione pubblica. Il 29 ottobre del 1955, previo raddoppio del binario, la navetta 29 venne sostituita dalla linea 5 del tram, prolungata fino al nuovo capolinea di via Brissogne; dal 26 agosto del 1966 il capolinea venne assegnato alla linea 3 e infine, con la ristrutturazione delle linee urbane del 1982, alla nuova linea 15.
Nel 1958 un comitato si premurò di raccogliere le adesioni di circa un centinaio di proprietari di immobili e terreni ottenendo l'abolizione del vincolo urbanistico Sicen. Quest'azione fu determinante per il primo sviluppo edilizio della borgata, che vide presto la realizzazione di interi isolati di edifici residenziali pluripiano; essi sovrastarono quella che fino ad allora era stata la costruzione più alta, da sempre chiamata la ca àuta ("casa alta").
Lo sviluppo urbanistico perdurò per oltre un decennio, favorito anche dalla persistente affluenza di immigrati veneti e meridionali. Il costante incremento demografico rese necessaria la costruzione del polo scolastico "L. Ottino" di via Brissogne completato nel 1963, a cui seguirono l'apertura della prima farmacia, dell'ufficio postale, di una banca, di una scuola media, di una centrale della SIP, di vari giardini pubblici e la costruzione della chiesa sorta sul terreno della tenuta Lesna, comprendente la vecchia casa padronale.
A partire dai primi anni duemila il quartiere ha visto un nuovo impulso edilizio che lo ha portato ad ampliarsi anche oltre la fine di via Monginevro. A seguito di quest'ultima espansione la borgata si è estesa anche nell'area del confinante comune di Grugliasco e quindi esiste un'omonima Borgata Lesna anche in quel territorio.
Fonte: https://it.wikipedia.org/wiki/Borgata_Lesna
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